Atletico Speranza, la Terza Categoria che vale più di mille Serie A: “calcio come cura, calcio come dignità”
Non è “una squadra iscritta in Terza Categoria”. È un progetto sociale, culturale, umano.
Asd Atletico Speranza sarà al via della Terza Categoria Caserta 2025/26, Girone B — ed è la prima squadra campana interamente composta da migranti, studenti, rifugiati, persone vulnerabili.
Calcio, sì. Ma soprattutto diritti.
Nata come derivazione concreta dei percorsi S&M Service Immigrazione, l’idea costruita dalla presidente Maria Grazia Del Tito e dal vice Samuel Porgo è chiarissima: convertire un campo in un porto sicuro.
Il simbolo della società è un’ancora: stabilità, sicurezza, radici.
Ed è potentissimo pensare che molti di questi ragazzi un vero spogliatoio nella vita non l’avevano mai visto. Mai. Solo in TV.
La squadra nasce per integrare, insegnare lingua, regole, comportamenti, relazione, convivenza.
Contro il pregiudizio, contro l’etichetta “i neri che giocano a calcio”:
Allenamenti regolari, campionato, amichevoli, sensibilizzazione sui diritti umani, collaborazione progressiva con enti locali e no-profit.
I volti veri, non slogan. Storie.
– Cheickne Traoré, Mali, arrivato su un barcone nel 2024, oggi operaio tessile, tesserato, inserito, regolare.
– Samuel Porgo, Costa d’Avorio, capitano, studente universitario Vanvitelli, mediatore culturale, il primo a immaginare una squadra così.
Questa è integrazione reale: non un hashtag.
Non c’è un solo stipendio. Dirigenti, staff, calciatori: zero compenso. Si va avanti con sacrifici e l’aiuto di pochi sponsor locali. Il prossimo passo dichiarato: azionariato popolare.
Per dare cittadinanza sportiva a chi sente questo progetto come proprio.
Ecco perché Atletico Speranza merita la ribalta.
Perché questo calcio fa la differenza nella vita delle persone. Perché qui il pallone è uno strumento di uguaglianza, di comunità, di nuova identità.
9 novembre 2025 — stadio Cavalier De Lucia — prima assoluta.
Perché quando lo sport cambia davvero il mondo, spesso non lo fa dai massimi sistemi.
Lo fa da un campo di San Felice a Cancello. Con una maglia addosso e un’ancora sul petto.
