Gricignano, Vecchione: «Nel dilettantismo la match analysis è sottovalutata, ma fa la differenza»
Nel calcio moderno anche le categorie dilettantistiche iniziano a valorizzare sempre più l’importanza dei dettagli. Alla Polisportiva Gricignano, uno degli elementi chiave dello staff tecnico è Giorgio Vecchione, match analyst, che ci ha raccontato il suo percorso e il lavoro che si cela dietro le prestazioni della squadra.
Vecchione spiega come tutto sia iniziato grazie a mister Dino Pezzella: «Ho iniziato con la match analysis grazie a un suo suggerimento. Se oggi sono a Gricignano è perché da oltre tre anni faccio parte del suo staff».
Il lavoro settimanale è ben strutturato: «La settimana tipo prevede due sedute video. Una di match study, in cui analizziamo la nostra partita, e una di team study, dedicata allo studio dell’avversario. Mi occupo di riprendere la gara, reperire materiale sugli avversari e preparare le sedute dopo aver rivisto più volte le partite».
Gli aspetti analizzati sono molteplici: «È importante conoscere la fase di non possesso, la costruzione, le transizioni positive e negative e l’interpretazione delle palle inattive. Ogni dettaglio può incidere».
In un girone complesso ed equilibrato, l’analisi diventa un fattore determinante: «Avere la possibilità di rivedere i propri errori e conoscere l’avversario è fondamentale, al di là dei punti ottenuti. Sono molto felice di come i ragazzi abbiano sempre risposto alle sedute video, non così usuali in questa categoria».
Sui risultati ottenuti, soprattutto in trasferta, Vecchione è chiaro: «Credo che l’analisi stia incidendo anche più di quanto pensassi a inizio stagione. Non posso citare una sola partita: in tante gare si sono visti i frutti del lavoro fatto in video».
Infine, una riflessione sul ruolo del match analyst nel dilettantismo: «È una figura ancora molto sottovalutata. Spesso vengo scambiato per un operatore TV – dice sorridendo – ma spero che sempre più staff decidano di integrarla. I risultati arrivano se si lavora con amore, passione e senza sottovalutare nemmeno il più piccolo aspetto».
Un racconto che conferma come anche lontano dai riflettori il calcio sia sempre più questione di studio, metodo e competenze.
