Raccontare il calcio senza riflettori: lo sguardo e la passione di Carol Violante

07.01.2026 17:00 di  Redazione TuttoCampania   vedi letture
Carol Violante
Carol Violante

Nel calcio dilettantistico non sempre ci sono telecamere, grandi impianti o titoli in prima pagina. Eppure, ogni domenica, sui campi di provincia si consumano storie autentiche, fatte di sacrifici, appartenenza e passione pura.
A raccontarle, spesso, non sono solo i protagonisti in campo, ma anche chi sceglie di stare ai bordi del rettangolo verde, con una macchina fotografica in mano e la sensibilità giusta per cogliere l’essenza di questo mondo.

Carol Violante è una fotografa sportiva che ha fatto della passione un lavoro, attraversando piazze importanti e vivendo da vicino il calcio dilettantistico in tutte le sue sfaccettature. Con lei abbiamo parlato di percorso, emozioni e significato profondo del raccontare questo sport.

Nel calcio dilettantistico spesso non ci sono riflettori né grandi palcoscenici: cosa ti spinge, ogni domenica, a raccontare questo mondo attraverso le tue fotografie?

“Quello che mi spinge è la passione pura che vedo in campo. In quei momenti, anche senza luci o telecamere, c’è un’energia unica. Io cerco di catturare l’essenza di chi gioca per amore del gioco, non per la fama. È lì che trovo la vera bellezza.”

La tua ultima esperienza con la Boys Caivanese si è appena conclusa: cosa ti porti dentro da questo percorso, a livello umano prima ancora che professionale?

“Prima di arrivare alla mia squadra più recente voglio fare un passo indietro. Ho lasciato la squadra della mia città, Agropoli, un paio di anni fa dopo aver dato tutto per cercare di darle visibilità. Sono partita per trovare nuovi stimoli e soprattutto per crescere a livello umano e caratteriale. Ho avuto la fortuna di lavorare in piazze importanti come Pozzuoli, Scafati e Aversa, e questo per me è motivo di grande orgoglio.”

“La Boys Caivanese è stata un’esperienza speciale: un gruppo incredibile di ragazzi, allenatori e dirigenti. Porto dentro la loro grinta, la loro dedizione e la loro voglia di crescere. A livello umano ho sentito una vera famiglia, dove ognuno dava il massimo per gli altri.”

“È stato bello ritrovare mister Ambrosino, con cui avevo già condiviso un anno bellissimo ad Agropoli. Ringrazio il direttore Esposito, grande professionista, tutta la dirigenza e i presidenti: auguro loro le migliori fortune sportive.”

Fotografare il dilettantismo significa raccontare sacrifici, passione e identità di territorio. Quanto è importante, secondo te, dare dignità visiva a realtà che spesso restano lontane dai grandi media?

“È fondamentale. Dare dignità visiva a queste realtà significa dare voce a chi spesso non ha i mezzi per farsi sentire.
Il calcio dilettantistico è il cuore pulsante di un territorio: racconta storie di persone comuni che vivono questo sport con una passione incredibile.”

“Attraverso le mie foto cerco di mostrare che, anche senza grandi budget o luci, esiste una bellezza autentica e una storia che merita di essere raccontata. È un modo per dire che ogni storia, anche la più piccola, conta.”

C’è uno scatto – magari non il più “bello” tecnicamente – che per te rappresenta davvero il senso del tuo lavoro e del calcio che racconti?

“Il gol del capitano Di Girolamo e quel bambino che corre ad esultare con lui rappresentano il calcio nella sua forma più pura.
È lì che capisci che il calcio è molto più di un gioco: è condivisione, emozione, trasmissione di passione alle nuove generazioni.”

“Quel momento racchiude tutto il senso del calcio dilettantistico: comunità, famiglia, innocenza e gioia.
È uno di quegli scatti che ti restano dentro e ti fanno dire: ‘Sì, ne valeva la pena’.”

Trasformare una passione in lavoro, soprattutto in un contesto come quello dilettantistico, richiede forza e convinzione: cosa diresti a chi sogna di intraprendere un percorso simile al tuo?

“Segui il tuo cuore, il resto viene da sé. Non avere paura di sporcarti le mani e di lottare per ciò che ti appassiona.”

“Il calcio dilettantistico è una scuola di vita: ti insegna dedizione, passione e resilienza. Se sei disposto a dare il massimo e a goderti il viaggio, allora è il percorso giusto per te.”

La storia di Carol Violante è quella di chi ha scelto di restare vicino al campo, di osservare, ascoltare e raccontare. In un calcio che spesso corre veloce, il suo obiettivo si ferma sulle emozioni vere, quelle che non finiscono nei tabellini ma restano negli occhi di chi le vive.

Ed è forse proprio questo il valore più grande del calcio dilettantistico: essere autentico. E avere ancora qualcuno disposto a raccontarlo così.