Cangiano: “Il campionato più appassionante della mia carriera. Ora zero errori”
Il Girone A di Promozione entra nella sua fase decisiva e lo fa con uno scenario rarissimo: cinque squadre racchiuse in appena due punti e tre giornate ancora da giocare. A raccontare questo momento, in esclusiva ai nostri microfoni, è Nicola Cangiano, direttore sportivo della Polisportiva Gricignano 1974.
Alla domanda se si tratti del campionato più bello o più stressante della sua carriera, Cangiano non ha dubbi:
“Senza dubbio è il campionato più appassionante che io abbia mai vissuto. Quando c'è questo equilibrio, ogni domenica diventa una finale e questo dà un senso profondo al nostro lavoro e ai sacrifici fatti finora. Lo stress esiste, è innegabile, ma a questi livelli la pressione è benzina: chi fa calcio vive per momenti come questi. È il torneo più bello proprio perché ci costringe a superare i nostri limiti ogni singolo giorno, senza mai poter abbassare la guardia”.
Parole che raccontano perfettamente l’intensità di una volata in cui ogni dettaglio può fare la differenza. Ed è proprio sul concetto di differenza che il direttore si sofferma nella seconda risposta, analizzando cosa servirà davvero per vincere:
“In una volata così corta, la bellezza estetica passa spesso in secondo piano: vince la costanza. Più che gli scontri diretti, a decidere saranno la tenuta mentale e la capacità di portare a casa punti pesanti anche nelle ‘giornate sporche’. Il Gricignano è pronto perché abbiamo lavorato sulla testa dei ragazzi: sappiamo che la vittoria finale passa dalla capacità di non concedere nulla agli avversari. La nostra vera forza deve essere la continuità, mattone dopo mattone”.
Un concetto chiave, quello della continuità, che diventa ancora più centrale quando si entra nell’ultima domanda, quella legata al messaggio da trasmettere alla squadra in vista delle ultime tre gare:
“Il messaggio è chiaro: piedi per terra e concentrazione totale. In queste ultime tre gare il margine d’errore deve essere ridotto allo zero assoluto. Non dobbiamo guardare la classifica o gli altri campi, dobbiamo solo guardarci negli occhi e dare tutto quello che abbiamo in corpo. Ai ragazzi chiedo di restare feroci ma lucidi: i campionati si vincono con il cuore caldo, ma con la testa freddissima. Siamo un gruppo unico e, insieme al supporto instancabile dei nostri tifosi che sono il nostro dodicesimo uomo”.
Una fotografia perfetta di un finale di stagione destinato a restare nella memoria, dove non basterà essere forti, ma servirà essere continui, lucidi e mentalmente pronti fino all’ultimo minuto.
