Mano pesante del Giudice Sportivo: 0-3 a tavolino e 10 gare a porte chiuse per il Città di Brusciano
Arriva una decisione durissima da parte del Giudice Sportivo Territoriale in merito ai gravi fatti accaduti durante la gara tra Città di Brusciano e Casoria Calcio 1979, disputata lo scorso 12 aprile allo stadio Gobbato di Pomigliano.
Come riportato nel Comunicato Ufficiale n. 100 del 16 aprile 2026 della F.I.G.C. - L.N.D. - C.R. Campania, la partita è stata definitivamente sospesa dal direttore di gara a causa di una escalation di episodi violenti provenienti dal settore della tifoseria locale.
Il referto arbitrale descrive una situazione estremamente critica e pericolosa. Per tutta la durata dell’incontro sono stati accesi e lanciati mortaretti, fumogeni e bengala. Già al 23’ del primo tempo un petardo veniva lanciato sul terreno di gioco, mentre al 40’ un bengala acceso nelle vicinanze della panchina ospite provocava danni agli indumenti di un fotografo accreditato.
La situazione è poi degenerata nel finale di gara. Al 41’ della ripresa, sul punteggio di 0-1 per il Casoria, il lancio di oggetti si è intensificato, costringendo i tesserati ospiti ad allontanarsi rapidamente dal campo. Nonostante il tentativo di mettersi al riparo, diversi calciatori e dirigenti sono stati colpiti.
Il caso più grave riguarda il calciatore Emilio Cortese, colpito al volto da un oggetto e trasportato d’urgenza in ospedale per una ferita sanguinante. Altri cinque tesserati hanno riportato ferite e abrasioni, mentre si registrano anche danni al terreno di gioco.
In un contesto di totale mancanza di sicurezza, il direttore di gara ha deciso per la sospensione definitiva dell’incontro, con l’intervento delle Forze dell’Ordine necessario per consentire alle squadre di rientrare negli spogliatoi.
Alla luce di quanto accaduto, il Giudice Sportivo ha adottato provvedimenti esemplari:
sconfitta a tavolino per il Città di Brusciano con il punteggio di 0-3 in favore del Casoria Calcio 1979, dieci gare casalinghe a porte chiuse, ammenda di 1.500 euro (aggravata dalla recidiva) e obbligo di risarcimento per eventuali danni accertati.
Una sentenza pesantissima che sottolinea ancora una volta come episodi di questo tipo non possano trovare alcuno spazio nel calcio.
Il campo lascia spazio alla giustizia sportiva, ma resta una ferita profonda per tutto il movimento, chiamato ancora una volta a interrogarsi su valori, responsabilità e sicurezza.
