Marchese racconta la finale: “La differenza? Il gruppo. Uomini veri”
Tra i protagonisti assoluti della finale di Coppa Campania vinta dall’Imbriani Team c’è senza dubbio Vincenzo Marchese, portiere decisivo nella lotteria dei rigori ma, soprattutto, uomo simbolo di un gruppo che ha costruito il proprio successo nel tempo.
Nelle sue parole emerge chiaramente come il risultato finale sia frutto di un percorso condiviso, fatto di lavoro, sacrificio e identità.
“Guarda, la differenza non la fa il ruolo. Quello che abbiamo fatto quest’anno è una grande soddisfazione per chi ama questo sport e ha la passione nel sangue. Per quanto riguarda la partita, come hanno detto già altri membri della squadra e della società, nonostante sapessimo chi affrontavamo eravamo sereni, perché consapevoli dei nostri mezzi.”
Una serenità costruita anche attraverso la preparazione, soprattutto in vista di un epilogo come quello dei rigori.
“I rigori sono sempre una lotteria, però in questo caso eravamo più che preparati perché li abbiamo provati per tutto l’anno. Facendo parte della coppa, possono capitare in qualsiasi turno e infatti ci sono già capitati. Siamo sempre stati pronti, perché quello che si fa in allenamento si fa la domenica, e ieri si è dimostrato.”
Nel corso della gara non sono mancati momenti di difficoltà, gestiti con maturità e concentrazione.
“Il momento più difficile è stato quando sono arrivate le espulsioni. Anche se la parità numerica resta, si rompono gli equilibri, cambiano le sistemazioni in campo. È successo verso la fine della partita, c’era stanchezza e serviva aumentare ancora di più la concentrazione.”
Alla base di tutto, però, c’è un concetto che torna con forza nelle parole del portiere: il valore umano del gruppo.
“Io penso che se non avessi avuto questo spogliatoio, ma ti parlo di uomini e non di calciatori, oggi non saremmo qui a parlare della partita di ieri e del campionato vinto. I complimenti vanno alla società e allo staff, ma alla fine quelli che vanno in campo siamo noi. La differenza l’ha fatta la coesione del gruppo.”
Un successo che, inevitabilmente, diventa anche personale, ma senza mai perdere il senso collettivo.
“Questa vittoria la dedico alla mia famiglia e a tutti i ragazzi dello spogliatoio.”
