Sant’Antonio Abate, retrocessione e orgoglio: il presidente chiama a raccolta la città
È un messaggio forte, diretto, senza filtri quello del presidente Gianpiero Rosanova. Il Sant’Antonio Abate affronta la retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione con la consapevolezza di chi non vuole nascondersi, ma allo stesso tempo con l’orgoglio di chi rivendica la propria identità.
“Siamo retrocessi. E questo non si cancella.”
Parole chiare, che non cercano alibi. Ma è subito dopo che emerge il senso più profondo dell’appello lanciato dal presidente: l’appartenenza.
“Chi ama questi colori non sparisce. Non abbassa la testa. Non resta a casa. Chi ama, c’è. Punto.”
Un invito esplicito alla tifoseria e all’intera cittadinanza a stringersi attorno alla squadra in occasione dell’ultima gara stagionale, in programma il 25 aprile allo stadio comunale “F. Gatti e M. Pellegrino” di Striano.
Non una semplice partita, ma un momento simbolico. Un’occasione per dimostrare che il legame tra squadra e territorio va oltre i risultati sportivi.
“Niente silenzi. Niente facce lunghe. Solo orgoglio. Solo appartenenza.”
Il presidente chiede uno stadio pieno, caldo, partecipe. Una risposta emotiva, prima ancora che sportiva. Perché, come sottolineato nel comunicato, anche nei momenti più difficili si misura il valore di una comunità.
Significativo anche il richiamo alle istituzioni locali, con l’invito rivolto al Sindaco e all’amministrazione comunale a essere presenti e vicini alla squadra in questo momento delicato.
A chiudere, uno slogan che racchiude l’anima della tifoseria giallorossa:
“Nella gioia e nel dolore, sempre con te fino a morire, non importa la categoria, la nostra fede non va via.”
Una retrocessione che segna la fine di una stagione, ma non quella di un’identità.
Perché, come ribadito con forza, certi colori non si mollano mai.
