Dalla programmazione alla storia: il Gricignano di Pezzella raccontato dal suo condottiero
La vittoria della Polisportiva Gricignano nel Girone A di Promozione non nasce per caso. È il risultato di una programmazione meticolosa, partita mesi prima dell’inizio ufficiale della stagione.
Mister Dino Pezzella lo racconta con lucidità, ripercorrendo ogni passaggio:
“La programmazione è partita da lontano. È da luglio che stavamo sul campo, vedendoci anche una volta a settimana proprio per programmare l’inserimento dei giovani. Abbiamo guardato tantissimi ragazzi, per prendere quelli più funzionali a noi come mentalità e qualità. Ho cercato di creare un gruppo sano, fatto di valori. Un gruppo che andasse oltre il campo.”
Un’identità chiara, costruita giorno dopo giorno:
“L’impatto che abbiamo avuto con i calciatori ha fatto la differenza. Ho sempre detto ai ragazzi che qualsiasi cosa potesse succedere, avremmo vinto o perso le partite, ma lo avremmo fatto sempre insieme. Questo è stato uno dei segreti principali.”
Non sono mancati i momenti complicati, soprattutto nella prima parte di stagione:
“Tra novembre e dicembre in casa non riuscivamo a vincere, avevamo segnato pochissimo. È stato lì che ci siamo seduti e abbiamo cercato di capire come migliorare e cosa fare per crescere.”
Da quella difficoltà nasce la consapevolezza:
“La chiave di volta è stata proprio lì, quando abbiamo iniziato a pensare che potevamo fare qualcosa di importante. Abbiamo iniziato anche a guardare profili per il futuro, segno che dentro di noi stava nascendo la convinzione.”
Ma dietro una vittoria così non c’è solo una squadra. C’è un’organizzazione completa. Uno staff strutturato e determinante:
“Ho la fortuna di aver costruito uno staff di grande livello. C’è Vincenzo Cimaruta, che ha lavorato a stretto contatto con me giorno dopo giorno. Giorgio Vecchione, che si è occupato dell’analisi e del lavoro settimanale per migliorare le nostre prestazioni e studiare gli avversari. Francesco Mariniello, che mi ha dato un grande supporto, e Genny Ruocco in mezzo al campo. Il prof che è arrivato da dicembre e ci ha dato una grande mano. Mauro De Rosa come preparatore dei portieri e Dario Parlato che si è occupato dell’area scouting.”
E poi ci sono figure spesso invisibili, ma fondamentali:
“Quando vinci si deve incastrare tutto. E in questo caso si è incastrato tutto alla perfezione. Ma più di tutti voglio citare chi lavora nell’ombra: Luigi Franco, il magazziniere, e Yuri Sesto, il nostro massaggiatore. Sono loro che ti fanno stare bene ogni giorno. Io dico sempre che prima si mettono queste figure, poi si costruisce la squadra.”
Un sistema che ha funzionato grazie anche alla società:
“Il presidente e la società ci hanno sempre fatto lavorare con serenità, anche nei momenti difficili. Ci sono stati sempre vicini, ci hanno fatto sentire tranquilli e consapevoli che stavamo dando tutto. Anche quando stavamo facendo più di quanto ci si aspettasse, visto che l’obiettivo iniziale era la salvezza e un percorso di crescita per arrivare in Eccellenza in tre anni.”
E invece, il traguardo è arrivato subito. Merito di un gruppo che non ha mai mollato:
“La dedica più importante è per i ragazzi. Ci sono stati giocatori che magari non sono stati chiamati in causa per tante partite e poi si sono fatti trovare pronti nei momenti decisivi. Sono stati fantastici, si meritano tutto questo.”
Infine, la dedica personale:
“Alla mia famiglia, alla mia compagna Nunzia, a mio padre e a zi' Nicola che non hanno saltato una partita. Ci hanno seguito sempre, ovunque. Questa vittoria è anche loro.”
Un racconto che fotografa perfettamente il senso di questa impresa. Perché il Gricignano non ha semplicemente vinto un campionato. Ha costruito qualcosa.
E lo ha fatto insieme.
