Casal di Principe, non è tempo di processi: Diana e Russo – un fronte unico per uscire dalla tempesta
Casal di Principe non cerca scuse, ma compattezza.
Il pareggio casalingo contro il Neapolis (0-0), dopo tre sconfitte consecutive, pesa. Pesa perché era l’occasione giusta per svoltare, pesa perché il gioco c’è stato, pesa perché ancora una volta — la porta avversaria è rimasta stregata.
Ma proprio nel momento in cui sarebbe facile far partire i processi e scaricare colpe, Casal di Principe manda all’esterno un segnale diverso da tanti altri ambienti:
Società e staff sono uniti.
Diana: “Io non guardo la classifica. I ragazzi danno tutto”
Il tecnico Gianluigi Diana non alza muri, anzi: prende tutto sulle proprie spalle, come deve fare un condottiero.
“Non guardo molto la classifica: io cerco di dare qualcosa a questo gruppo. Non è un momento facile, è vero. Ma io ai ragazzi dico grazie per l’impegno e il lavoro che mettono ogni partita. Mi assumo io la responsabilità di tutto.”
Poi la frase-chiave del mister:
“La società ci dà fiducia nonostante il momento negativo. E noi vogliamo restituirla sul campo.”
Un messaggio non banale, perché in Promozione — quando non arrivano risultati — la prima cosa che salta è sempre la fiducia.
Qui invece sta accadendo il contrario.
Russo: “Lo sapevamo: questo è l’anno zero”
E infatti a confermarlo è anche il direttore generale Biagio Russo, che ha parlato con lucidità e zero alibi.
“Oggi la vittoria era vitale, ma il campionato è lungo. Continueremo a stare vicino alla squadra e allo staff. Questo è l’anno zero: abbiamo un gruppo giovane, e sapevamo che la strada poteva essere in salita.”
Non solo: il DG apre già una finestra sulla prossima fase della stagione.
“Se il mercato ci permetterà qualche operazione, sicuramente aggiungeremo qualche freccia al nostro arco. Ma non perderemo la serenità.”
Adesso — Alvignano
Ora c’è la trasferta sul campo dell’Alvignano.
È una gara tosta, contro una società viva e in crescita.
Ma il messaggio che esce dal Casal di Principe è limpido e molto chiaro: qui non si butta tutto all’aria dopo qualche delusione.
Si continua a lavorare, si continua a credere in quello che si è scelto, si continua a costruire.
E questo — in un girone lunghissimo come quello di Promozione A — spesso vale molto più di tre punti.
