Coppa Campania: Saviano a rischio sconfitta a tavolino, il segretario si assume ogni responsabilità
La sfida di Coppa Campania tra Real San Martino e Saviano, vinta sul campo dalla formazione neroverde, potrebbe cambiare volto nelle prossime ore. La società caudina ha infatti presentato preannuncio di reclamo per la presunta posizione irregolare del calciatore Simone Pastore, sceso in campo nonostante una giornata di squalifica per recidività in ammonizioni.
A confermare l’errore è stato lo stesso segretario del Saviano, Ottavio Benvoluto, autore di un lungo e sentito messaggio rivolto alla piazza. Un intervento pubblico raro, di grande trasparenza, con cui si è assunto ogni responsabilità per quanto accaduto.
«Purtroppo è stato impiegato un calciatore squalificato e la responsabilità è completamente mia» ha dichiarato. «È da trent’anni che svolgo questo ruolo e una situazione del genere non mi era mai capitata. Ho sempre annotato personalmente le ammonizioni e sapevo della squalifica, ma non ho fatto in tempo a comunicarlo allo staff tecnico».
Il segretario ha poi voluto dissociare società, allenatore e squadra da qualsiasi addebito:
«Lo staff non ha alcuna colpa. I ragazzi hanno fatto una grande prestazione e sono dispiaciuto soprattutto per loro. Sto passando notti insonni per questo errore».
In merito al reclamo del Real San Martino, la posizione è chiara:
«È giusto che la partita venga assegnata a tavolino all’avversario. Noi – o meglio io – abbiamo sbagliato. Ho chiesto di accollarmi le eventuali spese e sono pronto anche a fare un passo indietro se servirà».
Un messaggio che ha colpito la piazza, non solo per il contenuto ma per il tono di assoluta responsabilità e rispetto verso il lavoro di tutti. Un gesto non comune nel calcio dilettantistico, dove raramente si assiste a prese di posizione così dirette e personali.
Nelle prossime ore il Giudice Sportivo ufficializzerà la decisione, ma il Saviano ha già scelto la via della trasparenza e dell’ammissione dell’errore, mentre al Real San Martino potrebbe arrivare una qualificazione pesante per il prosieguo della competizione.
In attesa del verdetto, resta il gesto di un dirigente che ha voluto “metterci la faccia”, nel bene e nel male, per difendere il lavoro di squadra, staff e società. Una pagina amara, ma anche una testimonianza di professionalità e senso di responsabilità.
